Follow-up del workshop “MaritiMedSeaties. Maritimity and habitability of large Mediterranean coastal cities”

L’evento “Maritimity and Habitability: Perspectives on Large Mediterranean Coastal Cities”, svoltosi dal 7 al 10 ottobre 2025 a Napoli presso l’Accademia dell’Alto Mare, ha riunito università europee ed extraeuropee ed esperti internazionali sui temi dello sviluppo costiero e portuale. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto internazionale “MaritiMedSeaties – Maritimity and Habitability of Large Mediterranean Coastal Cities”.
Per l’Italia, hanno partecipato il Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica “Alberto Calza Bini” dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, l’Istituto per le Tecnologie della Costruzione (ITC) del CNR e il Dipartimento di Architettura e Design (dAD) dell’Università di Genova. Tra i partner internazionali figurano il centro ESPACE (UMR 7300) del Centre national de la recherche scientifique (CNRS) per la Francia, il Research Institute for Sustainability Science and Technology dell’Universitat Politècnica de Catalunya – Barcelona Tech per la Spagna e l’Institut de Recherche sur le Maghreb Contemporain (IRMC) del CNRS, MAE, per la Tunisia.
Nel corso dei cinque anni di attività (2025–2029), la partnership si concentrerà sulle grandi città costiere mediterranee, con particolare attenzione al ruolo del mare nei processi di abitabilità urbana, in ottica di vivibilità e gestione equa delle risorse costiere. Il progetto mira, inoltre, a indagare il concetto di maritimity, ovvero le modalità con cui le città si rapportano al mare e il contributo che questo offre alla loro identità.
Sviluppato in una prospettiva comparativa e dinamica, l’evento napoletano ha posto al centro del dibattito il tema delle trasformazioni portuali, favorendo il confronto tra cinque grandi città del bacino del Mediterraneo: Napoli, Barcellona, Marsiglia, Genova e Tunisi. Gli esiti fruttuosi del meeting saranno approfonditi e ampliati nei prossimi incontri del network previsti tra il 2025 e il 2029, dedicati anche all’analisi delle principali criticità legate all’adattamento ai rischi costieri, all’accessibilità alle risorse costiere e alla transizione ecologica ed energetica.